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I benefici della fisioterapia in piscina

Gli impianti acquatici oggi si sono trasformati in un mezzo unico e imprescindibile per la riabilitazione di molti pazienti che hanno subito lesioni fisiche o muscolari. Grazie alle sue proprietà, l’acqua facilita il processo di guarigione e, in molti casi, lo accelera.

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L’acqua ha due proprietà fisiche che sono considerate fondamentali per gli esercizi di riabilitazione: una minore forza di gravità e la viscosità. Foto: Dal Film Cocoon 1985

Gli impianti acquatici oggi si sono trasformati in un mezzo unico e imprescindibile per la riabilitazione di molti pazienti che hanno subito lesioni fisiche o muscolari. Grazie alle sue proprietà, l’acqua facilita il processo di guarigione e, in molti casi, lo accelera.

La riabilitazione in acqua si è convertita in una delle tecniche più utilizzate per curare lesioni e problemi articolari e per questo negli ultimi anni sono aumentati i centri che offrono questo tipo di terapia. Gli impianti, perciò, subiscono una serie di modifiche strutturali che facilitano la realizzazione di esercizi destinati alla riabilitazione fisica. Riacquistare mobilità e aumentare il livello di energia muscolare del paziente sono gli obiettivi di queste particolari piscine.

Le proprietà dell’acqua

L’acqua ha due proprietà fisiche che sono considerate fondamentali per gli esercizi di riabilitazione: una minore forza di gravità e la viscosità. L’acqua alleggerisce il peso che grava sulle articolazioni e attraverso il galleggiamento permette di realizzare lo stesso lavoro con uno sforzo minore sulla parte del corpo lesionata rispetto a esercizi effettuati all’esterno della vasca.

Come spiega Piotr Zborowski, fisioterapista dello staff di specialisti del centro Isokinetic di Roma, “le piscine terapeutiche sono benefiche perché gli esercizi si svolgono in acqua calda che permette che il paziente si rilassi e abbia meno paura”. Questo equipe medico di fama internazionale, premiato dalla FIFA come Centro Medico di Eccellenza, ha numerose sedi in tutta Italia e nel centro di Londra.

In questo tipo di terapia il galleggiamento riduce del 40% la carica del peso corporeo se la persona è sommersa fino al petto. Grazie alle proprietà naturali del galleggiamento, come afferma Piotr, “si riduce la tensione e si elimina lo stress causato alle articolazioni, il che è molto importante per il recupero e per fare esercizio senza nessun tipo di peso sul corpo”.

La viscosità dell’acqua, una caratteristica indispensabile

Se il galleggiamento riduce la pressione alla quale l’organismo è sottoposto al di fuori della piscina, la viscosità dell’acqua produce resistenza. Consiste nella reazione che il liquido oppone ad un corpo che si muove all’interno della vasca. In questo modo, a seconda del peso, del volume o della velocità dell’esercizio, questa resistenza cambierà e sarà più o meno benefica per la lesione che si vuole guarire.

Spesso la terapia in acqua comincia con gli esercizi che sfruttano il galleggiamento e poi prosegue con quelli dedicati alla resistenza del corpo. Questi ultimi dipenderanno dal paziente, il quale dovrà comprendere volta per volta, a seconda del momento, quali sono i limiti del proprio corpo: maggiore sarà l’intensità dell’esercizio, maggiore sarà la resistenza che sopporterà il corpo.

Sedie e scale per le piscine terapeutiche

Le piscine terapeutiche possono essere installate in qualunque luogo e hanno un’altezza che oscilla fra 1 e 1,5 metro di profondità in modo tale da poter scegliere dove collocarsi a seconda dell’esercizio da svolgere.

Tuttavia a differenza delle piscine tradizionali, le vasche terapeutiche includono sedie e scale che facilitano il trattamento. Inoltre è possibile aggiungere nastri speciali che aiutano il paziente a camminare o correre senza bisogno di aggiungere pressione sulle articolazioni lesionate.

Gli accessori galleggianti

“Anche se varia a seconda del caso e del tipo di lesione, per la realizzazione della terapia acquatica usiamo solitamente tavolette galleggianti o salvagenti di differenti grandezze”. Come spiega Piotr, questo tipo di prodotti “aiutano a migliorare il galleggiamento del paziente e a ridurre la pressione sulla zona lesionata”, per cui sono indispensabili per la terapia.

Altri tipi di accessori utili sono i tubi galleggianti che, grazie alla loro struttura, aiutano a lavorare sulla sospensione, propulsione ed equilibrio nell’acqua. Possono essere utilizzati sia per le braccia sia per le gambe, oltre a essere utili anche per il collo per migliorare la postura. In definitiva, questi accessori aiutano il paziente e aumentano il numero di esercizi possibili.

Curare le lesioni

Secondo Piotr “fratture, lesioni muscolari, patologie ortopediche e neuronali, problemi alla schiena e articolari” sono alcune delle infermità che possono essere alleviate o curate attraverso l’utilizzo della piscina terapeutica.

Nonostante ciò, come succede per altri tipi di trattamenti, non sempre le piscine terapeutiche sono la migliore opzione per risolvere i problemi di salute del paziente. Non può infatti sottoporsi alla terapia chi soffre di ipertensione, asma, epilessia o in presenza di ferite cutanee aperte. È il medico in ogni caso che deve selezionare la terapia adeguata per ogni paziente.

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